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La liberazione dell'intelletto: Neoumanesimo
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Pseudoumanesimo
Capitolo 8

Stavamo discutendo del sociosentimento. Quando il sentimento si espande oltre il limite di un individuo per abbracciare anche altri, è chiamato "Sociosentimento". Dove finisce? Proprio come lo zero non può avere nessun raggio, ugualmente anche l'infinito non ha nessun raggio. Potete formare un cerchio con un raggio maggiore di zero ma minore dell'infinito; solo in questa circostanza esso può esistere. A meno che il raggio di qualsiasi cosa non sia maggiore di zero e minore dell'infinito, la sua esistenza diventa senza senso. In questo caso ci può essere esistenza in teoria ma non nella pratica.

Ora, il sentimento familiare è anch'esso parte del sociosentimento, ma il suo raggio è molto piccolo. Più grande di questo è il raggio del sentimento di casta, e ancora più grande è quello del sentimento di comunità, del sentimento nazionale, del sentimento internazionale e così via. Il più limitato di tutti i sociosentimenti è chiamato tecnicamente "Sociosentimento minimitis", e il più grande è chiamato "Sociosentimento maximitis", o "Sociosentimento excellencior". Qual è la differenza fra questi due termini? La piccola distanza teoretica fra "excellencior" e "maximitis" sorge nel caso che si prenda in considerazione il benessere collettivo. E soltanto un volo in alto nel regno della teoria proprio come la questione se sia il vaso a contenere olio o l'olio ad essere contenuto dal vaso, cosa accade per primo: la caduta del frutto della palma o il suono del suo impatto sul terreno? Questo è il modo in cui i logici antichi usavano discutere all'infinito.

Si dice che una volta gli studiosi in Navadiipa abbiano fatto una lunga ricerca sul soggetto se il suono è prodotto prima o dopo che il frutto della palma colpisca il terreno. La storia dice che gli studiosi continuarono questo dibattito per tre giorni e tre notti e che una scorta di tabacco per cinque mesi venne consumata nel frattempo! Dopo tre giorni e tre notti si trovò che all'alba quasi tutti gli studiosi erano morti. Quale era la causa? I frutti della palma caddero sulle loro teste ed è in questo modo che essi morirono.

Ora questo sociosentimento al suo livello di excellencior o maximitis è chiamato umanesimo. Supponiamo che io stessi lavorando per una particolare nazione, ma che adesso lavori per tutte le nazioni. Quando ammetto l'esistenza delle nazioni e dico che sto lavorando per tutte le nazioni, allora non si tratta né di umanesimo né di universalismo; è soltanto internazionalismo.

Ora, se allarghiamo la circonferenza oltre il raggio del nazionalismo o dell'internazionalismo, e stringiamo tutte le persone in un abbraccio, questo è chiamato "umanesimo", o meglio ancora "umanesimo generale o ordinario".

Che cos'è questo "umanesimo"?E il sociosentimento maximitis. È questa la panacea per tutti i problemi? Dà le risposte a tutte le domande? No, non le dà per due ragioni. La prima è che anche nel Umanesimo ci sono conflitti intraumanisti, e la seconda è che nel mondo degli esseri viventi gli uomini non sono soli; ci sono anche molte altre creature. L'ignorarle completamente non può davvero creare nessun grande conflitto perché le creature non umane sono psicologicamente sottosviluppate (fisicamente sviluppate ma mentalmente sottosviluppate). Perciò è facile per gli esseri umani distruggere il regno degli animali e delle piante. Ma questa distruzione sconvolgerà l'equilibrio fra il mondo delle piante, degli animali e degli uomini e porterà anche alla rovina più totale della vita umana. Ora, cosa significa "conflitto intraumanistico"? Supponiamo che io scopra che una particolare comunità stia soffrendo la fame e provvedo a loro il cibo. Ciò è umanità, nessun dubbio, ma nei recessi della mia mente sto pensando: "Utilizziamo questa gente come rifornitori di materie prime e come acquirenti dei nostri prodotti finiti perché queste persone sono già in obbligo verso di noi". Questo tipo di mentalità, distruggerà la pace nella società. Perciò l'approccio umanistico non è perfetto; è squilibrato.

Supponiamo di scoprire che una particolare comunità è economicamente arretrata. Proviamo pena per loro perché anch'essi sono esseri umani nostri fratelli, così pensiamo: "Introduciamoli finalmente al mondo della stampa! ". E realmente facciamo qualcosa per questo scopo. Ma per mezzo di questa cosiddetta alfabetizzazione guidata, inculcheremo nelle loro menti idee tali che li paralizzeranno mentalmente e poi alla fine governeremo questa gente mentalmente paralizzata come se fosse stata colonizzata. Tutto questo è "conflitto intraumano". L'intenzione è di svilupparli socialmente nel modo che vogliamo e distruggere così la loro originalità. Questa è la mentalità predominante.

Qual è il motivo di questo tipo di mentalità? "Ho pietà di loro"; questa vanità, questo complesso di superiorità può creare comunità satelliti. Questo umanesimo adulterato non è un umanesimo genuino, e non è neppure il vero spirito umanistico. E soltanto il sentimento umano o "strategia pseudoumanistica" in altra forma, ed ha qualche affinità con la strategia pseudoriformista.

Come funziona la strategia riformista? Qual è la sua natura? Essa nasce in seno al sociosentimento; "Si, ciò che i miei oppositori (i rivoluzionari) dicono è corretto; ma se questo veramente si materializzasse mi creerebbe grandi difficoltà e disturberebbe il mio sentimento individuale. Perciò quello che dobbiamo fare è cercare di adattarci alla situazione esistente. Noi non vogliamo nessun grande cambiamento, noi vogliamo soltanto andare avanti passo per passo. Possiamo parlare esternamente di riforme ma nell'intimo dei nostri cuori abbiamo deciso di non permettere che avvenga nessun cambiamento". Questa è la strategia pseudoriformista.

Cos'è la "strategia pseudoumanistica"? "Esternamente predichiamo i vangeli di un idealismo umanistico ma in realtà pugnaliamo gli altri alle spalle". In assenza di una base solida, questo tipo di sentimento umano ordinario sarà instabile. Questa situazione è oggi prevalente in tutto il mondo; dovete fare sforzi sinceri per fare si che ciò non continui più a lungo.

Il conflitto intraumanistico è un fenomeno continuo e come risultato ci sono costantemente conflitti fra individui e gruppi umani. Quale ne è la ragione? È perché il cosiddetto umanesimo ordinario o umanesimo generale non è nient'altro che una forma ampliata del nazionalismo, soltanto il suo raggio è più grande o "maximitis", come ho detto all'inizio. Questa è la sola differenza.

Così vedete, il sociosentimento minimitis e il sociosentimento maximitis, sebbene differiscano nel raggio, sono entrambi malattie mentali che richiedono la stessa cura. Supponete che in una parte del corpo ci sia una certa malattia localizzata e in un altra parte la stessa malattia, ma diffusa. La malattia è la stessa, la differenza consiste soltanto nella grandezza dell'area affetta. La conseguenza del sociosentimento maximitis o excellencior è il conflitto non soltanto fra gli esseri umani, ma anche con gli esseri viventi non umani e le piante. Se uno è guidato dalla strategia pseudoumanistica, invece di stabilire la propria mente nell'umanesimo, è costretto a portare il gruppo sociale che ha beneficato nella sfera del sociosentimento. Quindi oggi o domani essi saranno sfruttati, direttamente o indirettamente, e lo sfruttamento sarà più intenso nella sfera economica che nelle altre sfere.

Ciò ha un aspetto molto interessante, che la maggior parte delle persone trascura. Secondo il grado di ricchezza economica, alcune nazioni sono chiamate "sviluppate", altre "in via di sviluppo", e altre ancora "non sviluppate". Ora, la cosa interessante è che nessuna di queste cosiddette nazioni sviluppate può reggersi sulle proprie gambe; stanno semplicemente costringendo i paesi in via di sviluppo e non sviluppati a comprare i loro prodotti industriali creando su di loro una pressione circostanziata. Nessuno di questi paesi si è "sviluppato" utilizzando le proprie risorse.

In questi paesi che stanno sviluppando le loro proprie risorse, queste non sono generalmente distribuite fra di loro, allora naturalmente, le risorse di alcuni paesi si esauriranno prima di altre. E quando questo accadrà essi dovranno usare la forza fisica o quella intellettuale contro le altre nazioni per ottenere le loro risorse.

Così, fin tanto che ci saranno legami di nazionalità, di maximitis, (per non parlare dei minimitis), la tendenza a sfruttare gli individui o la collettività continuerà ad esistere, ciò avrà necessariamente le sue ripercussioni sulla vita politica come pure sulla vita religiosa. Ho detto ieri che la religione è usata per creare satelliti; i propagatori della religione stanno facendo questa azione ingiusta consapevolmente o inconsapevolmente. Ma dietro tutto questo c'è la ricchezza di coloro che cercano di creare gruppi satelliti come fornitori di materie prime e consumatori dei loro prodotti finiti. Perciò c'è una corruzione diffusa nella vita religiosa. Nessuna di queste religioni è la religione universale (Bhagavat Dharma); la religione umana che abbraccia tutto.

C'è degenerazione anche nella vita culturale. Una volta che la propria vita culturale è controllata, si diventa schiavi. I governanti e gli sfruttatori che sono motivati dal sociosentimento maximitis (altrimenti conosciuto come umanesimo generale), vogliono sfruttare la gente in tutte le sfere della vita sociale, economica, politica, culturale e religiosa. Perciò l'umanesimo non può essere considerato la panacea; non è un rimedio perfetto.

Spesso certi gruppi sociali, siano essi gruppi internazionali o i più grandi gruppi sociali, cercano di preservare la loro esistenza distruggendo creature non umane, animali e piante. Ma anche gli animali e le piante hanno l'impulso dell'autoconservazione; nessuna creatura vuole morire deliberatamente. Questa tendenza distruttiva è operante non solo nel mondo intercreature, (le torture sugli animali e le piante), ma anche nel mondo intracreature, (fra gli esseri umani stessi) il tipo di persecuzione che è ora perpetrato sugli animali può anche essere perpetrato allo stesso modo da un gruppo sociale su un altro, perché la vera tendenza a torturare gli altri (la tendenza sadica) è predominante nel sangue degli sfruttatori. Essi non sono liberi da questa malattia, blaterano soltanto alti ideali. Questo è il motivo per cui ho detto che questa è tutta strategia pseudoumanistica, neanche strategia umanistica.

Cosa fa la gente per venire incontro ai loro crescenti bisogni di terre coltivabili, industrie, ecc.? Attua un disboscamento su larga scala, ma nessuno si preoccupa delle creature che vivono in quelle foreste. Così le tigri e gli elefanti attaccano i villaggi, uccidono le persone e demoliscono le loro case. Perché? A causa del loro istinto di autoconservazione. Abbiamo distrutto il loro habitat, la foresta, ma non ci siamo mai preoccupati di considerare nessun'altra sistemazione alternativa per il loro rifugio. Abbiamo con noncuranza distrutto grandi aree di foreste senza preoccuparci di pensare che in tal modo stavamo distruggendo l'equilibrio ecologico fra il mondo umano e quello animale e vegetale. E non abbiamo mai realizzato e tuttora non stiamo realizzando, che questa irresponsabile distruzione del mondo, degli animali e delle piante non sarà di alcun beneficio per gli esseri umani. Sarà piuttosto una grande perdita per la società umana, perché ogni entità vivente sia essa pianta o animale, ha due tipi di valori: il "Valore utilitario", e l'altro il "Valore Esistenziale".

Gli esseri umani di solito preservano quelle creature che hanno per loro un immediato valore utilitario: ad esempio le mucche. Gli esseri umani le proteggono per il loro proprio profitto, poiché le mucche hanno una qualche utilità. Ora i cavalli hanno perduto il loro valore utilitario, perciò i cavalli oggigiorno si trovano in minor numero per le strade, non vedete più molti cavalli in giro di qua e di là. Fra un po' di tempo la gente dovrà andare allo zoo per poter dare un'occhiata ad un cavallo; non si troveranno più in nessun altro posto poiché i cavalli non servono più ai bisogni dell'uomo e il loro valore utilitario è nullo, gli esseri umani non desiderano preservarli.

Ugualmente quando la gente sarà capace di preparare latte sintetico per mezzo di un processo chimico, cesserà anche di allevare bestiame. Quel giorno la gente o ucciderà le mucche facendole morire di fame, o essi stessi mangeranno le mucche. Questa è la situazione.

Chi dice che quelle creature che hanno perduto il loro immediato valore utilitario non abbiano diritto di esistere? Nessuno ha il diritto morale di dire questo. Nessuno può osare dire che solamente gli esseri umani hanno il diritto di vivere e non i non umani. Tutti sono bambini della madre terra. Tutti sono la prole della Coscienza Suprema. Malgrado possano non avere un valore per gli esseri umani, quasi tutte le creature hanno un valore esistenziale anche se possiamo non accorgerci che la loro esistenza ha qualche significato. Questo valore esistenziale è qualche volta individuale e qualche volta collettivo, talvolta entrambi. Spesso non potendo conoscere il valore utilitario o il valore esistenziale collettivo di una creatura, erroneamente pensiamo che non abbia alcun valore esistenziale. Questo è il massimo della stupidità. Poiché gli esseri umani non sono molto avanzati nella sfera della conoscenza, sono portati a questo tipo di errore. Perfino quelle creature che non hanno né valore utilitario né valore esistenziale per gli esseri umani, hanno pur esse il diritto di esistere; gli esseri umani dovranno cercare di preservarli creando un ambiente congeniale per loro, anziché distruggerli. Essi dovranno anche provvedere con adeguate protezioni in modo che quelle creature non vengano danneggiate. Se, in assenza di protezione adeguata queste creature sottosviluppate danneggiano gli esseri umani, l'errore non è di quelle creature, ma degli esseri umani. Gli esseri umani sono dotati di intelletto sviluppato, perché non prendono provvedimenti per proteggersi?

Bisogna dire un'altra cosa: che le creature non umane hanno per sé stesse lo stesso valore esistenziale che hanno gli esseri umani. Forse gli esseri umani possono capire il valore della loro esistenza, mentre altri esseri viventi non possono; questa è l'unica differenza. Nonostante questo, nessuno ha delegato agli esseri umani l'autorità di uccidere quelle creature sfortunate.

I gruppi sociali rientrano nella sfera del sociosentimento maximitis. All'interno della più grande società umana, ci sono differenti divisioni sociali in una forma o nell'altra, dirette o indirette. Come risultato il virus del conflitto intracreature, e con esso il conflitto intercreature è costretto a propagarsi. E in questo conflitto intercreature, gli esseri umani hanno completamente dimenticato il valore utilitario di altre creature.

Perciò l'umanesimo non può essere accettato come un sentiero ideale verso la perfezione. Gli esseri umani dovranno progredire con un unico ideale davanti a loro: "Qui non abbiamo ancora raggiunto la meta. Andiamo avanti ... andiamo avanti". Noi dobbiamo sempre muoverci in avanti oltre i confini del sentimento. E là non ci aspetta forse un'alba ancora più gloriosa e fulgida? Oh! si ci aspetta.

Calcutta, 22 Marzo 1982