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La liberazione dell'intelletto: Neoumanesimo
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Sentimento devozionale e neoumanesimo
Capitolo 1

Nel mio discorso precedente ho detto che gli esseri umani raggiungono il culmine della devozione per mezzo di un avvicinamento soggettivo attraverso un adattamento oggettivo. Ho spiegato anche come la devozione si sviluppi attraverso varie espressioni psichiche. Ora dovremmo chiaramente comprendere sia l'aspetto introverso (l'avvicinamento soggettivo) che l'aspetto estroverso (adattamento oggettivo). Ciò dovrebbe essere chiaramente compreso da tutti.

Il movimento psichico interiore degli esseri umani, la loro consapevolezza esistenziale, è interamente ritmico. Una parte di ogni cosa che accade nel mondo esterno, nell'esistenza esteriore, è adattata al ritmo psichico interiore. Quando c'è un disadattamento fra il ritmo fisico esterno e il ritmo psichico interno, una persona sente una certa angoscia. Avrete avuto esperienza, nella vostra vita personale, che a volte vi sentite molto a disagio in compagnia di certe persone, mentre vi sentite totalmente a vostro agio con altre. Quando il ritmo del vostro movimento nel mondo esterno, il ritmo del vostro stile di vita, è conforme al vostro ritmo psichico interiore, vi sentite a vostro agio. Ma, quando questi ritmi non corrispondono, vi sentite a disagio. Per progredire nel mondo esterno dovrebbe esserci una chiara linea di condotta, una base filosofica chiara e ben integrata. La società di solito non la possiede, ed è perciò che la gente tende a perdere l'equilibrio nella vita sociale. Quando coloro che si sono sviluppati intellettualmente entrano in contatto con un ambiente non congeniale, trovano difficile adattarvisi.

Senza dubbio l'umanità attuale ha fatto un progresso intellettuale considerevole. Nel mondo esterno però c'è carenza di capacità di adattamento. Questa è la ragione per cui tra la gente colta di oggi è in aumento il numero dei lunatici e dei sofferenti di disturbi psichici; non c'è la capacità di trovare un compromesso tra la velocità del mondo interiore ed esteriore. Non soltanto c'è disarmonia nella velocità ma anche nel ritmo. Cioè il tipo di ritmo psichico interno è totalmente diverso dal ritmo fisico esteriore del mondo oggettivo. Ovviamente lo scontro è inevitabile, e l'impatto di questo scontro è sentito molto di più nella sfera psichica che in quella fisica. Come risultato gli esseri umani perdono il loro equilibrio mentale.

Molte teorie sono state proposte nel mondo. Alcune di esse riguardavano essenzialmente il mondo spirituale; non avevano assolutamente alcun riferimento alla razionalità del mondo psichico. Sfortunatamente la maggior parte di queste teorie sono state gettate nel cumulo di rifiuti della storia! C'erano alcune teorie che mostravano di avere un certo riferimento al regno psichico ma non potevano sviluppare l'equilibrio mentale della società e sono state anche queste rifiutate dalla gente. Alcune di queste filosofie riguardanti il regno fisico suonavano in realtà molto belle ma non erano perfettamente intonate alla dura realtà del mondo oggettivo. Queste filosofie erano abbastanza soddisfacenti nel mondo di sogno della teoria, ma non avevano nessuna relazione con le questioni pratiche della Terra. Altre teorie che suonavano, in un certo modo, piacevoli all'orecchio hanno parlato profusamente dell'uguaglianza umana; ma nell'applicazione le persone hanno scoperto l'inefficienza di queste teorie, perché i principi fondamentali di queste filosofie erano contrari alle realtà basilari del mondo. "Vaecitryam' pra'krtadharma sama'nam' nabhavisyati": "La diversità è legge della natura; l'uniformità non esisterà mai". Il mondo è pieno di diversità, un panorama di svariate forme e colori, diverse varietà di espressioni. Non bisogna mai dimenticarlo. Talvolta l'ostentazione superficiale di queste teorie ha abbagliato gli occhi degli spettatori sebbene di fatto non contenessero alcun dinamismo. Il dinamismo però è tuttora in realtà la prima e l'ultima parola dell'esistenza umana. Colui che ha perduto il suo dinamismo è proprio come una pozza stagnante. In assenza di movimento uno stagno è inevitabilmente invaso dalle erbacce e diventa un pericolo per la salute. Meglio riempire di terra questo tipo di stagno. Molti filosofi del passato hanno reso questo tipo di cattivo servizio all'umanità. Alla fine hanno soltanto gettato l'umanità nelle paludi del dogmatismo, terreno fertile per innumerevoli zanzare. Essi non hanno contribuito neppure al benessere di un singolo essere umano.

Il sentimento devozionale è il tesoro più alto dell'umanità. Ho detto in NAMA'MI KRS'N'ASU'NDARAM che Krs'na è il gioiello più prezioso del cuore umano, e deve essere conservato con la massima cura. Esso è una struttura interiore così tenera che bisogna costruirgli intorno una difesa per proteggerlo dagli assalti del materialismo, proprio come la gente mette un recinto intorno a una piccola tenera pianta. Ora la domanda è questa: che cos'è questo recinto protettivo? E una filosofia appropriata che stabilisca la corretta armonia fra il mondo spirituale e il mondo materiale e che sia una perenne fonte di ispirazione per il movimento progressivo della società.

Il sentimento che nasce dall'amore per il suolo indigeno di un paese si chiama geosentimento. Da questo geosentimento emergono molti altri sentimenti così come il geopatriottico, il geoeconomico, e molti altri sentimenti geocentrici, incluso la georeligione. Questi geosentimenti si sforzano di tenere l'umanità confinata in una parte limitata di questo mondo. Ma il desiderio più intimo delle persone è quello di espandersi al massimo in tutte le direzioni.

Ora qual è il ruolo del sentimento devozionale, il tesoro più prezioso dell'umanità? È quello di trasformare il senso dell'esistenza terrena nel supremo atteggiamento spirituale. Se una qualunque filosofia materialista contiene delle limitazioni, come il geosentimento di cui abbiamo parlato, ci sarà necessariamente uno squilibrio fra il mondo interiore e quello esteriore e lo squilibrio psicofisico sarà inevitabile. Questa è la ragione per cui le persone, invece di possedere tutto, resteranno povere e sprovvedute. Nel passato questo geosentimento ha causato enorme danno a molti individui e comunità. Le persone intelligenti devono guardarsi da questo geosentimento e non sostenere niente che sia basato su di esso perché contamina il sentimento devozionale, degrada gli esseri umani e ne insidia la loro superiorità.

C'è anche un altro sentimento che è più vasto del geosentimento ed è il sociosentimento. Il sociosentimento non confina la persona in un determinato territorio, ma riguarda invece una comunità particolare. Cioè, invece di pensare al benessere di una certa area geografica, la gente pensa al benessere di una comunità anche se significa l'esclusione di tutte le altre. E mentre si prendono cura di una comunità non esitano a violare gli interessi e la crescita naturale di altre. Forse questo sociosentimento è un po' meglio del geosentimento ma non è per niente ideale; non è libero da difetti.

Nel passato il sociosentimento ha causato molto spargimento di sangue e creato enormi divisioni e reciproca sfiducia fra i gruppi umani, separando un gruppo dall'altro e gettandoli nell'oscurità dei dogmi meschini. Così il movimento dell'umanità non è più come un fiume che scorre libero ma come una pozza stagnante.

C'è anche un altro sentimento: il sentimento umano. Nel passato ci sono state molte persone che hanno versato copiose lacrime per l'umanità sofferente. Ma abbastanza stranamente, dopo che i loro eloquenti discorsi erano finiti, si sedevano comodamente alla tavola da pranzo e si concedevano un pasto delizioso a base di aragosta, come se questo pesce non avesse sofferto il dolore e la morte. Questo sentimento umano ha chiaramente violato gli interessi delle creature non umane, e i suoi sostenitori non trovano in ciò niente di sbagliato.

Una volta ho letto in un libro che un grande santo viveva soltanto di cavallette inzuppate nel miele. Quel santo non considerava seriamente il fatto che anche in quelle piccole cavallette pulsava la forza vitale. Ovviamente gli esseri umani devono comportarsi razionalmente e devono mantenere la loro esistenza adattandosi contemporaneamente all'ambiente esterno. È vero che creature viventi sono il cibo per altri esseri viventi ('jiiva jiivasya bhojanam), infatti anche le verdure che noi mangiamo ogni giorno contengono cellule viventi. Riguardo al cibo ho già espresso la mia opinione in alcuni dei miei libri.

Questo interesse per il flusso vitale che pulsa in altre creature umane ha spinto le persone sulla via dell'umanesimo, ha fatto di loro degli umanisti. Ora se lo stesso sentimento è esteso fino ad includere tutte le creature di questo universo, allora e soltanto allora si potrà dire che l'esistenza umana ha raggiunto la sua ultima realizzazione. E nel processo di espansione del proprio amore interiore verso le altre creature, ci dovrà essere un altro sentimento, che farà vibrare il sentimento umano in tutte le direzioni, che toccherà i recessi più profondi dei cuori di tutte le creature e che guiderà tutti allo stadio finale della suprema beatitudine.

Tutte le molecole, atomi, elettroni, protoni, positroni e neutroni, sono la vera espressione della stessa Coscienza Suprema. Coloro che ricordano questa realtà, che hanno sempre viva nei loro cuori questa realizzazione, sono detti quelli che hanno raggiunto la perfezione nella vita. Essi sono i veri devoti, i veri bhakta. Quando questo culto devozionale non rimane confinato ad una mera pratica ma è invece elevato a sentimento devozionale, a missione devozionale, regno di ideazione devozionale, e quando lo spirito base dell'umanesimo è esteso ad ogni cosa animata ed inanimata di questo universo, io ho definito tutto questo come NEOUMANESIMO. Questo neoumanesimo eleverà l'umanesimo all'universalismo, il culto dell'Amore per tutti gli esseri creati di questo universo.

Quindi il vero dovere degli esseri umani è di avere continuamente un avanzamento soggettivo; cioè essi avanzeranno psicospiritualmente verso la Coscienza Suprema, ispirati da ideali neoumanistici e contemporaneamente dovranno sforzarsi per la diffusione dei principi umanistici e stabilire così una struttura sociale basata sull'universalismo. Altrimenti i loro ritmi psicospirituali interiori non riusciranno a bene adattarsi a sentimenti ristretti come il geosentimento e ciò avrà un effetto disastroso sulla società.

Come abbiamo già detto il più grande tesoro umano è il sentimento devozionale, la ricchezza devozionale. Questa ricchezza devozionale deve essere protetta, altrimenti l'umanità perderà il suo bene più prezioso. La gente del mondo d'oggi ha fatto progressi considerevoli, e ora non può permettere che questo tesoro così prezioso venga distrutto. Ogni volta che ci accorgiamo che la pressione delle circostanze esterne minaccia questa essenza della vita, noi dovremmo appellarci al Supremo:
"O Signore per favore sii tanto buono da proteggere la nostra vitalità interiore dalla totale distruzione, salvaci dall'agonia della perdita totale".

Calcutta, 21 Febbraio 1982