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La liberazione dell'intelletto: Neoumanesimo
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Geosentimento
Capitolo 3

Stavo discutendo dell'umanesimo. Questa è una teoria filosofica molto profonda e intricata. La devozione e l'amore per Dio, il tesoro più prezioso dell'umanità presente, sono ripetutamente minacciati dagli assalti del mondo esterno; le persone dovrebbero acquisire abbastanza risorse per resistere. L'altra domenica ho parlato di come resistere a questi assalti, come questi geosentimenti, sociosentimenti e altri sentimenti devono essere contrattaccati, e come salvaguardare il sacro tesoro interno del cuore umano.

Esaminiamo ora vari sentimenti come il sociosentimento, il geosentimento, e anche il cosiddetto sentimento umano. L'esistenza umana è più psichica che fisica. L'esistenza degli animali è principalmente fisica, ma l'esistenza umana è soprattutto psichica. Supponiamo che qualcuno ferisca i vostri sentimenti e poi vi offra un cibo o una bevanda deliziosa; voi non sarete disposti ad accettarli. Sarete più afflitti quando qualcuno parlerà male di voi o vi rimprovererà piuttosto che quando qualcuno vi picchierà, perché siete prevalentemente degli esseri psichici. La parola "manu", la parola sanscrita per "man" (uomo in inglese), si riferisce a qualcuno che è prevalentemente un essere mentale (manu + s'na ma'nava).

Ora, la mente svolge varie attività, come pensare, ricordare ecc. Inoltre, la mente lavora in tre modi diversi. Uno di questi è la discriminazione. Qual è la sua natura? "Io devo fare questo! No, non devo farlo! "... fare o non fare. Quando giudicando e discriminando fra giusto ed ingiusto l'essere umano sceglie il sentiero giusto, ciò si chiama " coscienza " (viveka). Il sentiero della discriminazione è chiamato razionalità. Quando qualcuno si muove in avanti guidato dalla coscienza, esistono queste alternative, l'una accanto all'altra: giusto o sbagliato, fare o non fare. Ciò implica movimento e la sua velocità può essere aumentata, ma non molto. Una persona deve esaminare ciò che è corretto e ciò che è sbagliato di una situazione, poi, quando prende una decisione dalla parte del giusto, questo si chiama "coscienza".

Nel processo mediante il quale esamino prima questo aspetto, poi quest'altro aspetto, analizzando e prendendo poi una decisione, è difficile muoversi velocemente. C'è avanzamento ma la sua velocità è relativamente bassa.

Il secondo modo del movimento psichico è quello sentimentale. Una persona non discrimina fra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto, ma ha soltanto una certa attrazione' per qualcosa e permette alla mente di corrergli dietro.

In questo processo di lasciare correre la mente dietro a qualcosa, forse dall'inizio alla fine, ciò che ho fatto era giusto e desiderabile. Oppure, dal principio alla fine posso aver agito erroneamente e in maniera poco desiderabile. Questo è un sentiero molto rischioso perché se c'è un errore all'inizio, alla metà o alla fine, non solo un particolare individuo sarà distrutto, ma può portare un'intera famiglia, un'intera comunità, un intero stato o un'intera società verso la totale distruzione. Un grande pericolo! Questo correre ciecamente, senza discriminare fra giusto e sbagliato è chiamato " sentimento": una persona corre dietro all'idea che gli è venuta in mente come un cavallo senza briglia, senza pensare alle buone o cattive conseguenze. Il cavallo può muoversi sul sentiero giusto, oppure può cadere in un burrone. Non si può esserne certi.

Ora gli esseri umani sono capaci di giudicare fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, perché la loro mente è in un certo modo sviluppata. Ma le menti delle creature non umane non sono cosi sviluppate, e a causa delle loro menti sottosviluppate non possono seguire il sentiero della razionalità, il sentiero della discriminazione, che quasi ogni essere umano può seguire. Coloro che dicono che non c'è bisogno di studi: "Lasciate da parte i vostri libri", sbagliano. Lo studio è essenzia1e, la conoscenza è essenziale e l'associarsi con persone istruite o illuminate è essenziale. Ascoltare discorsi istruiti, studiare e comprendere le scritture tutto ciò ha la sua importanza.

Ma gli animali meno evoluti dell'uomo sono incapaci di questo. Essi non possono seguire il sentiero della razionalità e della coscienza. L'animale più evoluto segue esclusivamente il sentiero del sentimento. Quando ad un animale piace qualcosa gli corre dietro; quando non gli piace non gli corre dietro. Ad esempio un cane corre dietro ad un pezzo di pane senza guardare altro. Oppure ... sono sparsi su una rete alcuni chicchi di grano. Improvvisamente un uccello vede i chicchi e si avvicina al suolo; pensa: "Vado giù e li mangio". Così viene preso nella rete. Ma se avesse seguito il sentiero della razionalità avrebbe pensato: "Hmmm ... del grano sparso in questo bosco remoto? Questo non è normale. Non c'è né villaggio né campo di grano qui vicino; è veramente strano. E meglio pensarci su un momento. Ah! E stata gettata una rete e le corde sono dappertutto. Non devo posarmi là". Questo è il modo di comportarsi logicamente. Ma se seguisse il sentiero del sentimento si poserebbe e sarebbe preso nella rete.

Le creature sottosviluppate sono sprovviste perfino di questo sentimento. Esse agiscono soltanto in accordo con i loro istinti innati; agiscono con le menti limitate che hanno ereditato alla nascita. Un polpo prende un granchio con l'aiuto della sua mente limitata. La zanzara, guidata dal suo istinto innato, succhia il sangue ogni volta che si appoggia sul corpo di un altro. Noi non possiamo giudicare le loro azioni come buone o cattive, e inoltre essi non sono guidati dal sentimento, queste cose non appartengono a loro. Nel caso di animali più sviluppati il sentimento sovrasta l'istinto innato, gli esseri umani, invece possiedono il sentimento e la razionalità e anche la facoltà di discriminazione.

Se qualcuno si muove sul sentiero del sentimento invece che sul sentiero della razionalità, c'è il cento per cento di probabilità che incorra in grossi pericoli. Coloro che si muovono sul sentiero del sentimento non discriminano tra il bene e il male, ma accettano in silenzio tutte le superstizioni che circondano la meta verso cui stavano correndo. Neppure la minima domanda su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato sorgerà nelle loro menti, perché stanno correndo sul sentiero del sentimento.

Ora, cosa dovrebbe fare uno in quanto essere umano? Dovrebbe seguire il sentiero della razionalità. La razionalità è un tesoro dell'umanità che nessun animale possiede. E coloro che possiedono il tesoro interiore della devozione dentro i loro cuori e seguono il sentiero della razionalità, agendo nel mondo esterno saranno vittoriosi. Solo costoro possono compiere azioni valorose in questo mondo. Coloro che sono motivati dai sentimenti possono guadagnarsi una approvazione temporanea; ma alla fine la gente realizza: "no, essi hanno sbagliato, non hanno seguito il sentiero della razionalità. Loro stessi sono stati presi nella corrente del sentimento e hanno spinto anche la società nella stessa corrente, e come risultato la società è stata distrutta". Da quel momento la gente comincia a farsi delle cattive opinioni riguardo a loro. Così, coloro che hanno raggiunto le posizioni più alte di rispetto nei diversi settori della vita, scopriranno in seguito che i loro troni di gloria giaceranno frantumati nella polvere. Questa è la lezione che ci insegna la storia. In un particolare momento la gente tratta qualcuno con grande rispetto, dandogli molta importanza ed elevandolo su un trono di gloria; ma verrà il tempo in cui la stessa gente lo sbatterà nella polvere, dicendo: " I tuoi giorni sono finiti, hai causato molti danni". Coloro che seguono il sentiero del giudizio razionale possono fare azioni grandi e gloriose o azioni mediocri; o forse non faranno neppure qualcosa degna di nota, ma almeno non danneggeranno la società, così, qualsiasi grado di rispetto essi abbiano raggiunto, resteranno indenni.

Cos'è quel geosentimento che affligge per primo il tesoro interiore del cuore umano? E il lasciare andare il proprio sentimento verso un territorio particolare. Non si considera se ciò che si fa è giusto o sbagliato, logico o illogico. In questa situazione la razionalità è sostituita dal sentimento, e nella fase successiva la razionalità è sostituita dalla superstizione. Tutte quelle teorie religiose, economiche, politiche o sociali che sono basate sul geosentimento, producono la superstizione fin dal loro stesso inizio. Le cosiddette religioni che hanno vociferato ideali altisonanti, ma che essenzialmente sono motivate dal geosentimento, si convertono in riserve di superstizione, oceani di fede cieca. Esse sommergono l'umanità in un incubo di superstizione, e la gente si dibatte in questo sudiciume da secoli. Il loro progresso è bloccato per sempre.

Ho già detto che quando la gente si muove sul sentiero di un particolare geosentimento nella sfera sociale, ed è ancora peggio nel caso del geosentimento nella sfera religiosa, non pensa per niente agli altri. Essi prosperano sul sangue degli altri, pensando che ciò sia naturale. L'altro giorno ho detto che nella vita pratica il fascismo è nato da tale mentalità, ed anche l'imperialismo, il capitalismo, l'oligarchia e la burocrazia. Perciò potete facilmente capire come sia pericolosa questa mentalità, e come sia dannosa per il progresso dell'umanità.

Ciò per quanto riguarda il geosentimento nella vita sociale; lo stesso dicasi nel caso della vita economica. "Benché non ci sia una miniera di ferro, né elettricità a basso costo, dobbiamo avere una acciaieria nella nostra zona". Questa non è altro che un espressione del sentimento geoeconomico. "Benché il petrolio grezzo o l'energia a basso costo non siano disponibili, dobbiamo avere raffinerie di petrolio nella nostra area"! Un'altra espressione del sentimento geoeconomico.

Lasciatemi fare un altro esempio a riguardo. L'industria di juta di Dandi in Inghilterra era fiorente a causa delle scorte di juta del Bengala, e i prodotti finiti venivano venduti sui mercati del Bengala. Davvero una situazione curiosa! Questo era un caso di non utilizzazione delle potenzialità e risorse del Bengala, e per Dandi era un piano irrazionale con ogni possibilità di fallimento. Se la juta non fosse stata fornita dal Bengala, le fabbriche di Dandi sarebbero state chiuse. Se i prodotti finiti non fossero stati venduti sui mercati del Bengala, l'industria di Dandi sarebbe fallita.

In tali circostanze i paesi industrialmente sviluppati, per assicurarsi un continuo rifornimento di materiali grezzi e la continua utilizzazione di mercati per i loro prodotti finiti, ricorrono all'imperialismo, al fascismo politico ed economico, ecc. Essi cercano di creare un'area di mercati satelliti per assicurarsi le scorte di materiali grezzi e mercati per i loro prodotti finiti. Quando paesi in via di sviluppo, o sottosviluppati, scoprono le intenzioni dei paesi sviluppati, nascono fra di loro conflitti, e ciò rappresenta una grave minaccia per la pace mondiale.

Le fabbriche del Bengala di oggi non sono adeguatamente rifornite della juta prodotta nel Bengala, e perciò è necessario acquistare juta grezza fuori dall'India. Per far fiorire l'industria della juta dobbiamo seguire il sentiero della razionalità, non quello del sentimento. Noi dovremmo permettere il funzionamento soltanto di un numero di fabbriche tale da permettere il rifornimento di tutte con la juta grezza del Bengala; le altre dovrebbero essere chiuse. E dobbiamo produrre fibre di tipi diversi in quelle fabbriche che saranno autorizzate a funzionare, invece di produrre esclusivamente prodotti finiti. Queste fibre dovrebbero essere distribuite tra i vari tessitori e fabbricanti attraverso le cooperative della juta. Queste società cooperative della juta produrranno esclusivamente quei prodotti che sono richiesti in Bengala e in qualche misura anche fuori. Ora, praticamente vediamo che c'è molta scarsità di fibre in Bengala. Le merci prodotte da queste fabbriche elimineranno la scarsità dei prodotti di fibre. Come risultato di questa decentralizzazione dell'industria, le masse trarranno benefici economici. Sarebbe ancora meglio se le fibre di juta, invece di essere prodotte in grandi fabbriche nelle città, fossero prodotte nelle piccole città del Bengala su una base decentralizzata.

Arriviamo ora al punto cruciale. Ho già detto che questo sentimento geoeconomico causa un danno enorme alla vita sociale. Non c'è qui il minimo segno di razionalità. La razionalità è una qualità soltanto umana, nessun animale la possiede. Lo stesso vale per la georeligione. C'è un luogo di pellegrinaggio in un certo paese dove perfino un corvo, se muore durante il pellegrinaggio, è sicuro di andare in paradiso, figurarsi un essere umano!

Ci sono persone che vogliono fare spettacolo della loro devozione, dicendo: "Sono uno schiavo di Vrindaban". Questo è un estremo del geosentimento. Vrindaban è un luogo, come si può esserne gli schiavi? Avete forse perduto la ragione? Qualcun altro dice: "No, no, non lo schiavo, io sono la polvere di Vrindaban! " Cosa dite mai? Voi siete esseri umani, siete fatti di cinque fattori fondamentali, perché dovreste diventare polvere? Qualcuno si spinge ancora più avanti e dice: "No, no, non polvere, sono l'escremento di un corvo di Vrindaban". Questo è il massimo dell'ostentazione devozionale. Essi hanno perduto ogni senso di giudizio razionale e non hanno più nemmeno un briciolo di logica. Questa è un'espressione della georeligione. Alcune persone dicono: "Poiché devo morire, devo morire soltanto a Benares (Kashii)". Che strano! Tutte le nazioni sono state create dalla Coscienza Cosmica, così tutte le nazioni sono uguali.

L'essenza del concetto universale di Dharma, che Dio è onnipervadente e onnipresente, (Vista'ra sarvabhu'tasya, vis' norvishvavidam' jagat: "questo universo è l'espressione del Supremo"), è stata dimenticata. Infine il Dharma è stato ridotto a geosentimento incentrato su Benares. "Almeno una volta nella vita dovreste visitare questo o quell'altro posto di pellegrinaggio, allora un villino in cielo sarà riservato per voi!" Che tipo di mentalità è mai questa? Tutte le nazioni sono uguali; perché pregare con la faccia rivolta soltanto verso l'est, il sud o l'ovest? Tutte le nazioni, tutte le direzioni sono uguali. "Eso ha ja'ta pradisho ha nu surva, pu'rvoh ja'ta sa u garbhe anta": "Est, ovest, nord, sud, nordest, sudest nordovest, sudovest, sopra, sotto, il mio Parama Purusa (la Coscienza Suprema) contiene tutte le direzioni". Perché allora dovrei dare un'importanza non dovuta a una particolare direzione. Fare ciò significa georeligione, non Dharma ma semplicemente una religione.

Vediamo ora quale è l'impatto del geosentimento. Questa georeligione, geoeconomia, geosociologia, il sentimento geosociale, tutti questi geosentimenti sono limitati a una particolare nazione ed a una particolare direzione. E quelle nazioni o quelle direzioni che sono oltre i confini sono considerate profane per un gruppo, giudicando in base a questa cosiddetta sacralità o profanità, l'est è sacro, mentre per un altro l'ovest è sacro.

Dunque nascerà un conflitto fra questi sentimenti contraddittori, portando guerre e spargimenti di sangue. La gente ha dimenticato lo spirito fondamentale dell'Umanesimo, e deviato dai principi del Dharma.

Così vediamo ora che la più grande minaccia al bene interiore dell'umanità è questo geosentimento. Da dove ha origine? Esso è nato là dove le persone non seguono il sentiero della razionalità, il sentiero della coscienza. Il Dharma è la meta ultima del sentiero della coscienza; esso non ha nessuna relazione con il geosentimento. Il geosentimento è molto a buon mercato. La Coscienza Suprema non può essere raggiunta con mezzi così superficiali. Bisogna pagare un prezzo molto alto per comprare una cosa di valore. La Suprema Coscienza non è così a buon mercato, non può essere raggiunta con il geosentimento. Alcuni adottano il geosocialismo, la geopolitica o il socialismo nazionale, limitando però il socialismo solo ai loro paesi; ma ciò non è possibile. Il geosocialismo, la georeligione, la geoeconomia, ecc., che sono basati su questo geosentimento, non solo confinano le persone nella schiavitù della limitazione, ma anche alienano una particolare comunità da una altra. E, ciò che è più dannoso, i diversi gruppi diventano violenti gli uni con gli altri, cosa estremamente pericolosa per la civilizzazione umana.

Calcutta, 7 Marzo 1982