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La liberazione dell'intelletto: Neoumanesimo
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Gli esseri viventi e la loro mentalità
Capitolo 5

Il mondo degli esseri viventi è diviso in due categorie in accordo con la legge naturale: una vive collettivamente, e l'altra vive individualmente. Esaminiamo ora queste due classi. Quelle creature le cui menti hanno cominciato a funzionare, il cui ectoplasma è stato attivato, quelle entità unicellulari sentono istintivamente: "Questo è il mio cibo, questo non è il mio cibo; ora è tempo di dormire, ora è tempo di svegliarsi". Queste creature sottosviluppate hanno soltanto questo senso ristretto per il minimo essenziale per la vita. Questo senso è predominante nelle creature unicellulari come in quelle pluricellulari, ma la differenza tra queste due è che, mentre le creature unicellulari sono incapaci di provvedere alle loro stesse necessità minime, gli organismi pluricellulari possono farlo in maniera abbastanza efficiente. Nel caso di un organismo pluricellulare, poiché molte cellule funzionano collettivamente, c'è una maggiore possibilità per lo scontro e la coesione. Come risultato, la mente sottosviluppata è raffinata ad un grado più alto di sottigliezza.

E quale è la conseguenza? A questo stadio la struttura pluricellulare stessa, sente la necessità di un momentum. Questo momentum opera certamente sul livello fisico e allo stesso modo, anche su piani più sottili. Nel corso dell'evoluzione, quando il momentum è convertito dai piani fisici a quelli più sottili, è conosciuto come il "sentimento" degli esseri viventi.

Ora questo sentimento funziona in due modi. Un gruppo di esseri viventi con un certo tipo di sentimento pensa: "Io brillerò della mia propria gloria. Io mi stabilirò con la mia propria forza". E questa è la ragione per cui non vogliono vivere collettivamente, essi preferiscono errare per il mondo individualmente. E non hanno neppure nessuna vita di famiglia. Le tigri, i cani e molte altre creature sono molto sentimentali, ma vivono secondo il sentimento individualistico.

C'è un altro gruppo di esseri viventi che pensa: "Se unisco il mio singolo intelletto con l'intelletto di un altro, e ancora con un altro intelletto, e in questo modo combiniamo l'intelletto di 20, 30 o 50 individui, allora diventeremo molto forti intellettualmente. Fisicamente siamo già forti, così intellettualmente diventeremo ancora più forti". Perciò scelgono di vivere collettivamente. Ad esempio i leoni, gli elefanti e i piccioni; tutti vivono collettivamente e hanno anche vita di famiglia. Essi progrediscono in questo modo.

Questo istinto collettivo o istinto individuale non sempre dipende dal grado di intelletto. Ad esempio le pecore hanno poca intelligenza, mentre gli elefanti sono considerati molto intelligenti, ma entrambi vivono in gruppi. I leoni hanno pochissima intelligenza eppure anche loro vivono in gruppi.

Così se analizziamo queste due categorie di esseri viventi, vediamo che gli esseri umani appartengono a quelli aventi una mentalità di gruppo. Questa mentalità di gruppo dipende dalla natura psichica di ciascuno, dal modo di pensare. Alcuni esseri viventi pensano: "Se restiamo in un gruppo ne avremo grandi benefici, viviamo perciò collettivamente". Altri invece pensano: "Viviamo separatamente, sarà più positivo per il nostro sviluppo".

Alcune persone sono dell'opinione che questa differenza dipenda dalla struttura dentaria; quelle creature con la dentatura canina appartengono a un'altra categoria. Ma questo sistema di suddivisione è completamente sbagliato perché fra quelli con i denti canini alcuni vivono separatamente ed altri collettivamente. I leoni hanno i canini e vivono in gruppi; anche i gatti hanno i denti canini ma vivono separatamente. Dipende dalle loro mentalità. Ciò prova che il progresso degli esseri viventi non dipende dai denti, dalle unghie o dalle zampe, piuttosto dipende dalla loro costituzione mentale.

Gli esseri umani sono esseri sociali, ma il loro livello intellettuale è molto più alto di quello di altre creature. Malgrado essi abbiano un più alto grado di intelletto, essi possiedono ancora istinti innati, come altre creature e la loro sentimentalità è di vari gradi. Ma il tesoro umano più grande che gli animali non possiedono è la mente razionale.

Ora la vita collettiva sentimentalizzata, o mentalità "demisociale" si sviluppa nel corso dell'evoluzione (la "mentalità demisociale" si riferisce ad un grado di coscienza sociale che non è abbastanza forte da resistere alle tendenze mentali più ristrette). Poiché gli esseri umani possiedono non soltanto la sentimentalità, come le altre creature, ma anche una mente razionale, può nascere un conflitto tra queste tendenze contraddittorie perfino all'interno di uno stesso individuo. Talvolta la razionalità è vittoriosa, talvolta è vittoriosa la sentimentalità.

Con lo sviluppo dell'intelletto gli istinti innati gradualmente diminuiscono. Ad esempio nessuno insegna ad un bambino a bere il latte della madre, nessuno insegna ad un bambino a ridere o piangere, egli impara queste cose istintivamente. Le creature sottosviluppate sopravvivono soltanto a causa di questi istinti innati, ma non le creature sviluppate. Nel loro caso gli istinti innati gradualmente cedono il posto alla sentimentalità nel corso dell'evoluzione. In seguito con lo sviluppo della mente razionale, la sentimentalità a sua volta cede il posto ad essa.

Quando, nel corso dell'evoluzione, gli esseri viventi raggiungono lo stato della sentimentalità, sono divisi in due gruppi —uno che preferisce la vita collettiva e l'altro la vita individuale. La vita collettiva degli esseri umani resta intatta fintanto che essi sono nella sfera del sentimento, poiché quel sentimento collettivo, quella mentalità demisociale, è motivata dalla sentimentalità. Ma quando la razionalità si sviluppa, la sentimentalità comincia a decadere. Quando il giudizio razionale comincia ad operare, allora le persone realizzano con sgomento: "Ah! Abbiamo dato così tanta importanza al tale o tale altro leader religioso, ora realizziamo che si trattava esclusivamente di un prete mestierante egli non ha contribuito per niente al benessere della gente! "Ah, gli abbiamo dato così tanto rispetto invece ora scopriamo che ha introdotto settecento caste nella società, dividendola in innumerevoli gruppi, portando in tal modo la società alla rovina". "Abbiamo erroneamente pensato che quella personalità fosse grande, ma ora troviamo che ha fatto un danno enorme alla società diffondendo il socialismo nazionale!".

Prima essi non potevano analizzare niente logicamente perché la loro sentimentalità li limitava al gruppismo, ma nel momento in cui la razionalità si è sviluppata la sentimentalità è diminuita e simultaneamente il gruppismo è stato contrastato. La razionalità dice: "No, no, questo non è il sentiero corretto. Poiché tutti gli esseri viventi di questo mondo hanno avuto origine dalla stessa sorgente e si immergeranno nella stessa meta, nello stesso desideratum, tutti hanno uguale diritto a soddisfare i loro bisogni".

"Saba'i a'mra' saman bujhi
Shiita'tapaks'udha' trs'n'ar jva'la'
Kachi ka'ncha'guli da'nto kore tulli
Va'nciba'n tare sama'n yujhi."

"Tutti sentiamo ugualmente il freddo e il caldo
Tutti sentiamo le fitte della fame e della sete;
Per fare di una tenera pianta un albero robusto
Tutti ugualmente lottiamo duramente".

La tendenza sentimentale a vivere in gruppi è chiamata sociosentimento; è milioni di volte più dannoso del geosentimento perché il sociosentimento porta molto più lontano dal giusto pensiero che non il geosentimento. Su questa terra, fintanto che la sentimentalità umana, basata su innumerevoli superstizioni, è operante nella vita collettiva, il limpido flusso dell'intelletto sarà costretto ad essere oscurato, a meno che non sorga una mentalità razionalistica. In assenza di razionalità gli esseri umani sono costretti a danneggiare gli altri gruppi e perfino sottogruppi del loro gruppo. Qui "sottogruppi" significa gruppi più piccoli, includendo la propria famiglia. (Gli interessi della famiglia rappresentano anche gli interessi personali di ognuno). Molte speranze e aspirazioni individuali sono spesso antagonistiche alle speranze e alle aspirazioni collettive. Se un individuo sentimentale o un gruppista è incapace di ottenere un supporto sufficiente dal proprio gruppo o sottogruppo, o famiglia, diventa un cinico.

Oggigiorno questa mentalità di gruppo basata sulla sentimentalità è in aumento: dall'altro lato la razionalità non sta aumentando alla stessa velocità. Come risultato il numero dei suicidi e delle persone afflitte da disturbi mentali sta crescendo rapidamente. Tutto ciò è dovuto alla sentimentalità.

Quando un particolare gruppo, motivato dal sociosentimento pensa soltanto ai propri interessi socio-economico-politici, ignora completamente gli interessi socio-economico-politici di altri gruppi, e ciò ha infine come risultato un conflitto fra i gruppi o le comunità.

Coloro che cercano di essere vittoriosi in questo conflitto e di sconfiggere altri, mentre al tempo stesso predicano messaggi di pace, sono motivati da un sentimento soltanto a parole. Essi sono gli ipocriti di prima classe di questo mondo, la loro psicologia interiore è: "Predicate i vangeli di pace ma tenete asciutta la vostra polvere", così che ad ogni momento potete caricare il cannone.

La civilizzazione nelle presenti circostanze ha raggiunto un tale stato! Gli esseri umani dovranno salvare sé stessi dalle terribili conseguenze di questa mentalità di gruppo, da questa psicologia demisociale basata sulla sentimentalità. Per questo ho detto prima che lo studio e la razionalità sono essenziali. Oltre a questi è necessario ancora qualcosa; dovranno essere create stabili fondamenta che possano sostenere l'umanità nell'affrontare tutti questi conflitti. Cosa sono queste stabili fondamenta? Sono la realizzazione del fatto che tutte le creature che sono venute alla vita in questo mondo, hanno il diritto di sopravvivere. Dobbiamo continuare a sopperire ai loro bisogni così che non debbano lasciare questo mondo prematuramente. Dobbiamo creare le strutture adatte per provvedere al loro cibo, vestiti, istruzione, casa e cure mediche per tutti gli individui, così che tutti possano vivere in questo mondo il più a lungo possibile e diventare la ricchezza della terra. Dobbiamo procurare per loro risorse inesauribili per il loro movimento in avanti verso la meta spirituale. Questa stessa mentalità è conosciuta come "Sama-Sama'ja-Tattva", "Il Principio dell'Uguaglianza Sociale". Tutte le espressioni della vita umana devono essere basate su questo S.S.T.

Calcutta, 15 Marzo 1982