Neoumanesimo
La liberazione dell'intelletto: Neoumanesimo
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Tesoro interiore
Capitolo 4

Discutendo del NeoUmanesimo ho detto che lo studio e la mente razionale sono necessari per contrattaccare il geosentimento, e che la protopsicospiritualità è necessaria per resistere al socio sentimento. Ma il geosentimento e il sociosentimento e anche i mezzi per resistere ad essi sono problemi del mondo oggettivo. Il geosentimento è interamente limitato dai confini geografici, è infatti confinato nello spazio, mentre il sociosentimento è limitato a certi gruppi. Resistendo a questi due sentimenti, uno relativo allo spazio e l'altro relativo alla persona, rispettivamente con la razionalità e con Sama-Sama'ja-Tattva, è possibile muoversi verso la Suprema Soggettività. Così queste due cose sono completamente in relazione con il mondo esterno.

Il movimento della vita interiore dell'umanità è completamente una cosa interna, una questione di devozione; un sentiero verso il mondo interiore con la devozione come culto, come missione. Nel mondo del razionalismo gli esseri umani non raggiungono niente della vita interiore, e nel regno della devozione non c'è nessun 'ismo che possa stabilire l'umanità nello Stato Spirituale Supremo. Nel caso della devozione gli esseri umani diventano risplendenti della loro stessa gloria. Questo è un processo totalmente interiore. Perciò c'è un sentiero devozionale, uno spirito devozionale e la dolce missione della devozione. In questo caso ci sono solo due entità. Io e il mio Signore. Non c e nessuno che crei barriere, nessuno da sfruttare, nessuno a cui imporre il geosentimento o il sociosentimento; l'essere umano è la sola entità. In questa situazione l'essere umano procede verso la Coscienza Suprema ad ogni passo. Tutto ciò è oltre i limiti dell'approccio razionalistico dello studio, e non ha niente a che fare con la mente oggettiva.

Comunque, nel corso del viaggio di ognuno attraverso il mondo interiore non si può totalmente rifiutare la visione razionalistica della vita esterna. Anche questa è necessaria, perché in assenza della razionalità, i pensieri interiori possono essere disturbati. Ma è anche vero che la mente dovrebbe essere diretta verso la Coscienza Suprema, perché il tesoro interiore di ognuno è direttamente nutrito dal pensiero del Supremo, dal correre verso di Lui con una velocità tremenda. Il modo di vedere razionale e lo studio, sono necessari per facilitare questo movimento in avanti verso il Supremo.

Non desidero diventare un monarca
Di questo non ho il minimo desiderio.
Ho una capanna di fango e di bambù:
Desidero soltanto coprire con paglia il suo tetto.

Una persona veramente giusta dovrebbe sempre essere pronta a rispondere alla chiamata squillante del Supremo, alla sua attrazione irresistibile. Il Dolyaltra di Shrii Krs'na (il festival dei colori) che Maha'prabhu introdusse nel Bengala circa 550 anni fa, ha due aspetti: il sociale e lo spirituale. Maha'prabhu ha portato questo festival da Vrindaban, ma lo ha rivestito di un significato spirituale e chiamato "Lo Dolyaltra di Shrii Krs'na".

Ora, quando gli esseri umani si precipitano verso il Supremo, possono talvolta pensare: "Sono un peccatore, ho commesso così tanti peccati che sono immerso nel peccato". I colori mentali dei peccatori sono combinazione di così tanti pensieri di peccato che possono lasciare un'impressione mentale profonda. Come risultato la velocità del loro movimento sarà automaticamente ritardata. Il significato interiore del Dolyaltra di Shrii Krs'na è questo: "Abbandonando tutti i colori della mia mente a Te, io desidero diventare senza colore". Questo arrendersi degli esseri umani alla Coscienza Suprema, li spinge verso di Lui. Così questo festival dei colori non è un gioco solamente esteriore, ma è il vero fenomeno puramente psicospirituale operante dietro il processo di Varn'a'rghyadan (l'offerta dei colori): "Oh Signore fammi incolore così che possa muovermi verso di Te senza esitazione".

Più gli esseri umani sono stabiliti nel NeoUmanesimo, più essi saranno assorbiti nei colori della loro mente interiore invece che nei colori del mondo esterno. Ciò non significa che essi non possano partecipare alle festività sociali del festival dei colori di Dolyaltra, ma che la parte sociale non deve essere presa come il tutto. Piuttosto offrendo tutti i loro colori psichici alla Coscienza Suprema, essi diventano più interessati ai propri colori mentali che non a quelli esterni. Questa intensa e stretta vicinanza al Supremo è la vera Vrindaban, la Vrindaban del mondo mentale, lo stato di assoluta purezza mentale. È naturale per gli esseri umani ricoprirsi di polvere nel corso del loro viaggio nel mondo fisico. Dimenticando l'aspetto esterno del gioco dei colori, dovrebbero accettare il gioco interno dei colori come lo scopo stesso della vita umana e perciò stabilirsi nella vera Vrindaban, il Supremo Desideratum della vita umana.

Calcutta, 9 Marzo 1982